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Percorsi psicologici e psicoterapia
Proviamo a chiarire di cosa si tratta.. 


Il percorso psicologico e la psicoterapia sono momenti di condivisione e cooperazione per il raggiungimento di un obiettivo, che ha le seguenti caratteristiche: è comune, può essere ritrattato se nascono nuove esigenze, dev’essere sostenibile e portare a un maggior benessere. Le figure implicate in questo processo sono (almeno) due. Lo psicoterapeuta che ha il compito di raccontare e chiarire come la nostra mente funziona e come ci guida nella relazione con l'altro. La persona (coppia) che decide di intraprendere un percorso, che ha un ruolo centrale e indispensabile: custodisce la sua storia e la può narrare, dando così al professionista la possibilità di analizzare insieme la difficoltà o la sofferenza che disturba la sua serenità.
 
Mi è capitato di conoscere persone molto "preoccupate" per il loro problema; solitamente dico loro che è giunto il momento di "occuparsi" di ciò che li fa star male. Insieme si fanno i primi passi, che ci permettono di passare da uno stato di confusione o di blocco, a una maggiore comprensione di noi stessi e di ciò che genera la nostra sofferenza (definizione del bisogno), e prepararci all'azione  (percorso di sostegno psicologico o di cura/psicoterapia).
 
In psicologia ci sono diverse teorie e tecniche di intervento. La mia formazione è di tipo cognitivo evoluzionista, ma sono una persona molto curiosa, mi tengo aggiornata e non scarto a priori altri punti di vista. 
 
Possiamo pensare alla nostra mente come un insieme di circuiti. Alcuni sono "pezzi unici", escono dalla fabbrica già preimpostati, perché nel tempo il nostro cervello ha imparato che il lavoro che svolge quel circuito ci garantisce la sopravvivenza (permette di riconoscere i pericoli, di capire come si sentono gli altri e le loro intenzioni). Altri circuiti, invece, si formano nei primi anni di vita, e si organizzano e riorganizzano durante la crescita: le relazioni significative, i contesti in cui viviamo, le cure che riceviamo, determinano la loro formazione e funzionamento. Lo psicologo/psicoterapeuta aiuta la persona a comprendere come si sono formati i circuiti della sua mente, cosa succede quando si provano emozioni e sensazioni disturbanti o si fanno pensieri negativi; successivamente, insieme, si creano delle occasioni di cambiamento.
 
Una parte importante di ogni percorso riguarda il riconoscimento delle risorse. Se siamo arrivati dove siamo, “nonostante tutto”, è grazie alle soluzioni che abbiamo trovato in uno specifico momento e situazione. A prescindere dalle conseguenze, quello che abbiamo fatto era la scelta migliore possibile da fare o la meno peggio. Ma comunque un atto di forza e coraggio, che è necessario riconoscere e valorizzare. Affrontare una serie di eventi sfavorevoli non è cosa da poco!, anche se ne usciamo un po’, o a volte tanto, “acciaccati”.
 
Mi sono formata in Terapia EMDR (Desensibilizzazione e Rielaborazione tramite i Movimenti Oculari), che è indicata per coloro che hanno vissuto eventi traumatici o situazioni di forte stress emotivo. Quando viviamo un evento molto stressante, il ricordo di questa situazione viene immagazzinato in memoria insieme a emozioni, percezioni, cognizioni e sensazioni fisiche disturbanti che hanno caratterizzato quel momento. Tutte queste informazioni, immagazzinate in modo disfunzionale, restano “congelate” all’interno delle reti neurali (circuiti chiusi) e non sono in grado di mettersi in connessione con altre reti, che contengono informazioni utili. Le informazioni ”congelate”, non potendo essere elaborate, continuano a provocare disagio alla persona, fino a determinare l’insorgenza di patologie come il Disturbo da Stress Post Traumatico (PTSD) e altri disturbi psicologici. 
Sempre più frequentemente arrivano a consultazione persone che portano questo genere di sofferenza.
 
Se vi ho incuriosito, vi invito a venire a conoscermi. Io vi aspetto!