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I Disturbi Alimentari
I fattori che portano a un’alterazione del rapporto con il cibo sono molteplici. Sono coinvolti aspetti personali, relazionali e familiari, che provocano una profonda sofferenza interna, oppure sono indicativi di una difficoltà nell’affrontare una specifica fase della crescita (in adolescenza) o di cambiamento.

Il corpo diventa uno strumento 
per comunicare un messaggio.
 
È importante comprendere il significato del sintomo alimentare. Un aspetto centrale è il controllo, che è esercitato tramite:
  • condotte di espulsione (ad es. autoinduzione del vomito), 
  • digiuno, 
  • esercizio fisico esagerato (quotidiano), 
  • assunzione di farmaci (lassativi e/o diuretici). 
Quando non è più possibile trattenersi e astenersi dall’assumere cibo, si verifica una crisi che porta all’abbuffata, ovvero si mangia in modo incontrollato.
 
Anoressia
È una condizione di eccessivo sottopeso, la propria immagine corporea è distorta, si ha il terrore di ingrassare. Sono ingeriti solo cibi ipocalorici e sono presenti condotte di espulsione e/o uso di farmaci per il controllo del peso. Nel caso in cui l’esordio sia pre-puberale, possono esserci problemi nel normale sviluppo corporeo.
 
Bulimia
Il peso rimane stabile ed è mantenuto tale da un’alternanza di comportamenti di abbuffata e di espulsione.
 
Disturbo da alimentazione incontrollata o BED – Binge Eating Disorder
È una condizione di grave sovrappeso causata da un’alimentazione incontrollata e da fattori psicologici (assenza di cause mediche o genetiche). Non sono presenti condotte di espulsione. Un aspetto centrale è il significato che è attribuito al grasso (ad es. rendersi meno desiderabile socialmente a causa di difficoltà nella sfera relazionale, sensazione di vuoto, “aggressività” autodiretta). Il cibo è ingerito molto rapidamente, senza sosta, e non è necessario che sia presente la sensazione di fame; i segnali di sazietà sono ignorati e si mangia anche fino a star male.  
 
Esordio
Anoressia e bulimia hanno un esordio precoce rispetto al disturbo da alimentazione incontrollata (BED), che insorge con maggiore frequenza in tarda adolescenza o in età adulta.
 
Interventi di Mindful Eating
 
Quanto siamo attenti a ciò che mangiamo e a come lo mangiamo? È importante imparare a portare l’attenzione sui segnali del nostro corpo, troppo spesso capita di non percepirli o di riconoscerli in ritardo.
 
Perché?
Il nostro corpo, se lo ascoltiamo, ci può dare tante informazioni utili. Ci avvisa se abbiamo bisogno di energia (cibo), se abbiamo mangiato a sufficienza, se la nostra mente è “affamata” oppure “stressata”.
 
Esercizi
Pratiche
Strumenti
 
..per aumentare la consapevolezza sulla nostra relazione con il cibo..
..e il controllo su noi stessi!
 
Mangiare con consapevolezza porta alla riduzione di azioni impulsive verso il cibo (Hendrickson e Rasmussen, 2016). Ricavare informazioni adeguate dalle proprie emozioni, è un’abilità correlata alla consapevolezza alimentare.
L’informazione emotiva ci permette di decidere se e cosa mangiare, se abbiamo davvero fame o se vorremmo mangiare qualcosa, ma sentiamo di non poterlo fare, ecc.. (Kidwell, Hasford e Hardesty, 2015).