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L'educazione sessuale. Cos'è? Cosa si può dire ai bambini? Come?
  


Fare educazione sessuale ai bambini è sconveniente? L’aspetto traumatico per i bambini riguarda principalmente non avere gli strumenti adeguati a una corretta interpretazione delle informazioni con cui quotidianamente vengono a contatto.

 
La società e la cultura moderna portano a un precoce confronto con temi e immagini a contenuto sessuale. Ma chi protegge i bambini e come? L’educazione sessuale vuole essere un mezzo per fornire risposte adeguate a bambini di ogni età, a domande che inevitabilmente cominciano a porsi guardando programmi in TV, siti internet e utilizzando gli smartphone. La tecnologia è entrata a far parte del quotidiano, il tempo speso davanti alla televisione, al cellulare o al computer è elevatissimo. Come possiamo proteggere quindi i nostri figli da qualcosa che nemmeno l’adulto è in grado di limitare e gestire?
 
Non vanno sottovalutati i pericoli legati a una cattiva informazione sessuale, connessa a uno scorretto utilizzo dei social e della rete in generale. Possibili conseguenze? Aggressioni a sfondo sessuale, contatti da parte di sconosciuti, foto e immagini richieste in modo “gentile” ma subdolo da persone che intendono trarne piacere sessuale. Dati Istat (in riferimento all’anno 2014) riportano che il 10,6% delle donne ha subìto violenze sessuali prima dei 16 anni!!
 
Questo bombardamento di informazioni è, inoltre, accompagnato dalla normale curiosità e dal timore provocati dai cambiamenti corporei connessi allo sviluppo.
 
Proposte 
 
I bambini imparano osservando. La principale fonte di informazione per loro sono i genitori o le figure di accudimento, imparano da loro come entrare in relazione e come regolare le emozioni che sono attivate in una determinata situazione.
 
Perché le persone si baciano?  Perché l’adulto tocchi alcune parti intime del mio corpo? Perché gli adulti dormono assieme?
 
La quotidianità contiene molti momenti che il bambino cerca di comprendere e interpretare: il saluto amorevole tra due persone adulte che si vogliono bene, il momento del bidè, la disposizione dei posti a dormire la sera.
 
Non sempre il bambino ci chiede spiegazioni. L’educazione sessuale-affettiva è un processo continuo e parte dai genitori o da chi si occupa del bambino. Non c’è un momento adatto per fare “quel discorsetto”! Il bambino fa esperienza quotidiana di sensazioni ed emozioni che inevitabilmente prova nel contatto con l’altro: l’abbraccio sicuro della mamma, la simpatia per un compagno, il piacere di scivolare e strofinarsi in braccio al genitore. La parte affettiva si mischia con quella sessuale già da quando si è molto piccoli. Il piacere provato stimolando i propri organi genitali è una sensazione nuova: insegneremo al bambino che quelle che prova e vede sono normali reazioni del corpo, di cui non deve vergognarsi e che può imparare a gestire.
 
Che differenza c’è tra un maschio e una femmina?
 
È inutile rimandare la curiosità espressa dai propri figli a “quando saranno più grandi”! Cercheranno le loro risposte altrove, in contesti che spesso non garantiscono un’adeguata protezione e informazione, come i siti internet. È importante fornire ai bambini gli strumenti adeguati per interpretare ciò che accade e dare alle proprie sensazioni un senso e un significato.
 
Come nascono i bambini? 
 
È necessario mandare in pensione api e cicogne. I bambini ci portano i loro dubbi, non aumentiamo la loro confusione! Dobbiamo essere sinceri con loro, adattando il linguaggio utilizzato all’età del bambino. Noi siamo le persone di cui si fidano, quindi si aspettano che diciamo la verità.
 
 
L’educazione sessuale nelle scuole è importante e complementare a quella che possono e devono fare i genitori a casa. Permette a bambini e ragazzi di trovare una spiegazione a domande a cui non riescono a rispondere o che non riescono a fare all’adulto, spesso per vergogna. Offre strumenti necessari e adeguati a comprendere il significato di ciò che sentono e vedono.