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Cosa accade se.. sentiamo un rumore improvviso?
  


È molto probabile che a ognuno di noi sia già capitato di spaventarsi sentendo un rumore improvviso e inaspettato. La reazione è di paura e allarme. Quando ci si rende conto di essere spaventati il corpo si è già attivato: il battito è accelerato, il respiro affannato, la sudorazione aumenta, e così via.

Perché si reagisce così?
 
La risposta a questa domanda si trova nell’evoluzione. Ci sono centri del nostro cervello che ci predispongono a reagire in caso di pericolo; questa preparazione avviene in modo automatico e fuori dal controllo della persona. Un rumore improvviso, ad esempio, provoca un sussulto e ci fa correre mentalmente “al riparo”, ancora prima che ci si renda conto di cosa l’ha provocato, da dove viene e se è un potenziale pericolo: il corpo si è già preparato a rispondere. Questo è il motivo per cui si è colti da un sussulto quando ci si spaventa e il battito cardiaco aumenta: queste risposte automatiche servono a mettere in allarme la persona.  Nel momento in cui si comprende coscientemente che potrebbe esserci un’eventuale pericolo, il nostro corpo è già pronto alla lotta o alla fuga (“fight or flight response”).
 
Essendo una risposta evolutiva e innata, è presente anche negli animali e nei bambini molto piccoli.
 
                           Fonte: Youtube  
 
                           Fonte: Youtube 
 
Il tempo che passa da quando si realizza coscientemente che potrebbe esserci un pericolo a quando si torna in una situazione di tranquillità è variabile. L’ambiente in cui siamo incide molto sul livello di allarme e sul tempo necessario per calmarsi: un contesto familiare solitamente (ma non sempre) garantisce un più rapido ripristino alle condizioni di allerta normali. L’esperienza passata e le caratteristiche del rumore (suono prodotto, intensità, durata, ecc.) agiscono anch’esse sulla quantità di tempo in cui si rimane in allarme.
 
Nel caso in cui ad essere spaventati siano dei bambini piccoli, vanno rassicurati, in quanto non sono ancora in grado di comprendere se il pericolo è reale e se è passato: un abbraccio o una carezza avvisano il neonato/bambino piccolo che da quel momento può stare tranquillo.
 
Il nostro cervello, inoltre, rimane attivo e in allarme più a lungo rispetto al momento in cui una persona, comprendendo di non essere in pericolo e avendo individuato la fonte del rumore, smette di essere preoccupata e si tranquillizza.
 
In una situazione normale è necessario che la nostra attivazione raggiunga una certa soglia per generare una risposta; in seguito ad uno spavento questa soglia si abbassa ed è quindi più rapido raggiungerla nuovamente e allarmarsi. Questo avviene perché il cervello rimane in allerta!
 
Le situazioni che presentano imprevisti ripetuti nel tempo sono fonte di forte stress, poiché si resta costantemente attivati e il corpo e la mente sono sempre pronti a rispondere. Sono sottoposti a condizioni di questo genere, ad esempio: un bambino a cui sono fatti continuamente dispetti, conflitti ripetuti con il convivente, contesti lavorativi che richiedono allerta continua. Queste situazioni possono generare forte stress, che se prolungato e costante nel tempo può causare malessere sia fisico, che psicologico.