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Sigarette, smartphone, cibo, relazioni: i meccanismi della dipendenza
  


Come il nostro cervello apprende una dipendenza

I meccanismi che guidano il nostro apprendimento si basano sulle esperienze. I nostri pensieri, le nostre emozioni e le sensazioni del nostro corpo guidano il nostro comportamento. Lo scopo? Stare meglio.
 
Quando vediamo del cibo con caratteristiche invitanti, un buon odore, un buon aspetto, il nostro cervello registra: "Wow, sembra buono! Calorie, sopravvivenza!". Lo assaggiamo, ci piace. Ci sentiamo bene. Il corpo invia un segnale positivo e il cervello prende nota: cosa e dove lo trovo (memoria contesto-dipendente).
Il cervello ha imparato che se sente fame, può trovare quel cibo in quel posto, mangiarlo e stare meglio.
 
Stimolo - comportamento - ricompensa.
 
Ma il cervello, che è sempre in cerca di soluzioni efficaci e rapide, potrebbe dire: "Se quello che ho imparato andasse bene anche per altre situazioni in cui il corpo mi dice che qualcosa non va?" - generalizzazione.
 
Cervello: "La prossima volta che sei triste e ti senti male prova a mangiare quel cibo". Cambia lo stimolo ma il meccanismo è lo stesso: non mettiamo in atto un comportamento solo perchè al cervello arriva un segnale di fame, ma impariamo (il nostro cervello impara) ad associare quel comportamento ad un nuovo stimolo, emotivo in questo caso.
 
Quanti di voi da adolescenti hanno pensato: "Vorrei tanto essere come loro, sembrano così grandi, forti e sicuri con quella sigaretta in mano!". L'adolescente accende così la sua prima sigaretta: comportamento. E si sente bene e parte del gruppo: ricompensa.
 
Il meccanismo è lo stesso: un pensiero (stimolo), ci porta a mettere in atto un comportamento che aumenterà il nostro benessere. Il cervello prende nota! 
Le volte successive.. ripete: abitudine. 
 
L'adolescente, guardandosi allo specchio o osservando il cellulare che non suona, potrebbe sentirsi inadeguato e stare male: il cervello lo aiuta, "quando hai fumato sei stato meglio!". E si accende una sigaretta, da solo (generalizzazione). 
 
Il nostro comportamento ha l'obiettivo di aumentare i segnali positivi ("mi sento parte del gruppo, sono felice") o ridurre quelli negativi ("sono triste, mangio quel cibo che mi fa stare bene").
 
Imparato il modo, il cervello ripete
 
Loop di abitudini: stimolo - comportamento - ricompensa. Ripetere!
 
Ricompense: criticità.
  • lo stimolo (o meglio il bisogno) è nel qui ed ora, e la ricompensa è immediata! Molto vantaggioso!
  • il cervello valuta come prioritario estinguere quella sensazione negativa o interrompere i pensieri dolorosi, il comportamento è scelto attraverso una valutazione nel breve termine: "devo stare meglio il prima possibile", "devo stare bene adesso". I rischi a lungo termine di quel comportamento sono secondari, scarsamente valutati, poco rilevanti in quel momento, poco probabili (l'effetto del fumo lo vediamo a lungo termine).
E dopo? Il mio cervello ha imparato a stare meglio con quel comportamento, ma..
  • quanto dura l'effetto?
  • cosa faccio quando ricomincio a star male?